lunedì 30 aprile 2012

Fishing in a Jurassic Park - Socotra -

Mostri .... solo mostri. questa è la pesca che ci si deve aspettare quando si viene a Socotra.
Non bisogna pensare ad un parco giochi come possono essere le Maldive, che prodighe di catture ben si adattano a chi della pesca estrema deve ancora fare vera esperienza (non che se potessi non mi ci trasferirei anche domani alle Maldive), ma qui la storia è completamente diversa.
Pur essendo ricchissime le acque di questa isola non regalano catture a ripetizione, non basta recuperare linearmente un pencil o lanciare un metal jig per catturare decine di carangidi al giorno, quì bisogna lavorare. Le catture saranno mai scontate, e soprattutto localizzate in punti particolari che vanno conosciuti, lanciare a caso longo un reef qui non è possibile, e i riferimenti non sono così evidenti come in altre località tropicali .... chi vi dicesse il contrario, o non sa di che parla o vuole imbonirvi.

Uno dei primi big GT 50+.

Il nostro approcciò alla pesca non è stato meno difficile di quanto già anticipato. Le condizioni di pesca non sono quasi mai state facili, ma questo è stato uno stimolo per alzare il livello e ottenere dei grandi risultati e soddisfazioni, in posti dove mai prima di noi qualcuno aveva pescato.

Un bel esemplare "nero".

Il set up di pesca è stato votato all'ultra heavy, non scendendo mai sotto le 100 libbre per la main line del trecciato imbobinato, e le 250 libbre dei finali. La stessa filosofia è stata adottata per gli ami le ancorette, le girelle e gli split rings, che sono stati scelti di conseguenza e tra i più resistenti disponibili in commercio.

Scendere sotto i 35 .... non a Socotra.

Gli ambienti che abbiamo affrontato sono stati i più disparati, ma presto ci siamo resi conto che vi era un comune denominatore. La ricerca è cominciata da punti notevoli e classici, sono state battute per prime tutte le punte, le secche e i relitti che potevamo individuare con l'ausilio delle mappe (non facili da procurarsi), chiedendo agli abitanti locali, o semplicemente battendo la costa miglio per miglio.

Pesci veloci ... e pesci lenti.

La cosa interessante è stata notare come in particolari momenti della giornata molti spot si trasformassero radicalmente, diventando da produttivi a completamente privi di attività e viceversa, tutto in relazione al cambio della marea e a una forte intensificazione della corrente (non sempre piu corrente è meglio).

Esempio di buona intesa tra angler e skipper .

Dopo aver finalmente cominciato a leggere più chiaramente la situazione, ci si sono svelati anche spot più inconsueti e che hanno richiesto un particolare impegno, mi riferisco a plateau con profondità variabile tra i 20 e i 40+ metri. In queste situazioni i riferimenti sono pressoché invisibili e anche l'azione di pesca si complica. l'azione di popping deve rallentare drasticamente e la concentrazione per rendere ogni poppata veramente efficace non è cosa facile da mettere in pratica, servono tecnica resistenza e freddezza ... un buon pilota alla barra del timone e molte ore di fatica sotto il sole .
Conludendo possiamo affermare dopo più di un mese consecutivo di pesca che questo è veramente uno spot unico, fortunatamente ancora non investito da un turismo di pesca esasperato e che per questo e altri motivi puo regalare la senzazione di un salto indietro nel tempo in una dimensione "preistorica" popolata da mostri e meravigliose creature ormai pallidi ricordo nella stragrande maggioranza del mondo.

Con la speranza di poter condividere finalmente le nostre esperienze vi invito a controllare la pagina dedicata alle nostre spedizioni link VIAGGI NEW SCHOOL e/o a contattarci info.newschoolfishing@gmail.com

NewSchoolFishing Crew

mercoledì 25 aprile 2012

The last frontier...Socotra island

Ormai viviamo in un tempo in cui il nostro pianeta si può girare semplicemente guardando Google Earth, non ci sono più isole sconosciute o non segnate sulle mappe, ma per fortuna esistono posti che seppure non sconosciuti non sono ancora stati presi in considerazione, ignorandone completamente le bellezze e le potenzialità, l'isola di Socotra è uno di questi posti.


Erano anni che Nicola sosteneva che si dovesse provare ad esplorare l'isola alieuticamente parlando, e grazie alla sua caparbietà è riuscito ad organizzarsi un primo sopraluogo di un paio di settimane. Un nuovo mondo gli si è aperto davanti, un modo rimasto intoccato dalla pesca sportiva, un mondo dominato da autentici mostri (ormai spariti o rari anche negli spot più famosi del mondo) e ancora completamete inesplorato.



Un isola del genere, meritava ben più di una parziale breve visita. Non rimaneva più scelta bisognava partire, e non per pochi giorni, ma per una spedizione che sarebbe durata più di un mese e che ci avrebbe consentito di girare tutta l'isola, saggiando approfonditamente tutte le sue potenzialità.

lunedì 19 settembre 2011

Extreme soft plastic -Hogy-

English Version click here
Nella pesca in generale è veramente difficile che si possa parlare di novità o di scoperte, se poi parliamo di spinning o comunque di pesca con gli artificiali, possiamo dire che quasi tutto è stato almeno accennato o tentato qualche volta. Ma spesso come avviene anche in altri ambiti ci sono dei ritorni di fiamma o delle situazioni nelle quali esperienze che prima appartenevano a pochi ambienti, trovano una ragione per esplodere e diffondersi conoscendo momenti di notevole diffusione ed evoluzione.
Questo preambolo un po prolisso solo per presentare nel modo più consono la chiaccherata telematica che ho avuto con un Michael Hogan fondatore della Hogy , che è stato così cortese da rispondere ad alcune domande sulla storia e su come sfruttare gli artificiali che vengono creati dalla sua azienda .... soprattutto perchè dopo averli testati anche quì in mediteraneo sui norstri bluefin possiamo attestarne l'efficacia.

Parte della gamma dei prodotti Hogy che abbiamo ricevuto in prova.

1 - Quando e come ha avuto inizio la storia degli artificiali Hogy?

Sono sempre stato un pescatore appassionato. Sono cresciuto in una città nell'entroterra, sulla costa orientale degli Stati Uniti, così il mio amore per la pesca è iniziato in acqua dolce. Ho letto ogni libro, seguito ogni show tv e provato ogni artificiale sul quale ho potuto mettere le mani.
A un certo punto nel 1980, i grandi vermi in gomma morbida stavano diventando popolari per i largemouth bass della mia zona.
Come ho cominciato a prendere pesci più grandi, mi sono innamorato di queste grosse esche.
Fu in quel periodo che mia madre mi comprò un kit da principiante, che mi ha permesso di imparare a farmi gli stampi e a colare in casa i vermoni per i bass. Fu così che cominciò il mio amore fer la fabbreicazione delle esche.
Ricordo ancora l'emozione di prendere un pesce su un artificiale che io stesso avevo fatto. Col passare del tempo, sono cresciuto e andato al college, ma il mio amore per le esche artificiali è rimasto. Da adulto, mi sono trasferito in una città costiera e la mia attenzione si è concentrata sulla pesca in acqua salata.
Nel 2006 sono tornato a fare la guida di pesca su charter a Cape Cod.
L'obiettivo erano i grandi striped bass, e la pesca avveniva spesso di notte quando gli stripers avrebbero dovuto mangiare le anguille, ed esche simili e molto grandi avrebbero catturato di sicuro. Volevo un design di grandi dimensioni che imitasse le anguille vive, ma anche facile da armare. I miei primi artificiali non erano destinati alla vendita, ma sono diventati rapidamente popolari tra i miei amici. Quando ho iniziato a vendere gli artificiali al negozio locale di pesca volarono via dagli scaffali. Dal momento che il mio cognome è "Hogan" il tipo di esche divenne noto come "Hogys" tra i miei amici e il nome rimase. Lo abbiamo registrato nel 2006.

Ogni accessorio trova la sua specifica funzione accoppiandosi in varie combinazioni con gli artificiali.

2 - Su quali principi si basa la progettazione di queste esche?

Quì alla Hogy, crediamo che le esche morbide siano spemplicemente una tela bianca in attesa di essere lavorata. Ogni progetto di esca si basa sul principio che ogni situazione di pesca richiede un artificiale molto specifico per fare perfettamente quel lavoro.
La bellezza delle esche morbide è che possono essere armate per muoversi in acqua in modi diversi e a profondità diverse. Crediamo così tanto in questo principio, che facciamo tanti rig quanti artificiali, con l'idea di poter offrire un tipo di armatura personalizzata per ogni situazione di pesca di tutte le specie di pesci in tutto il mondo.
Facciamo rig per il casting, il jigging e la traina, che sono tutti perfettamente progettati per interfacciarsi con le nostre esche. Ovviamente lo stesso artificiale progettato per il jigging acque profonde non sarebbe appropriato per i tarpon nelle flat.

Particolare di un modello nato con la testa "mozzata" per il jigging.

Particolare recesso per il rigging, esclusivo dei modelli destinati al lancio.

3 - Che cosa rende gli artificiali Hogy speciali, diversi dagli altri?

E 'il nostro sistema di rigging che ci rende singolari, specialmente quando in coppia con le nostre esche più morbide.
Oltre ad offrire un accoppiamento su misura, abbiamo davvero puntato sulla qualità massima.
Le nostre esche sono invece colate a mano con pochissimi stabilizzanti di calore e filler, così che facciamo una plastica molto pura, e il risultato finale è che le esche hanno un'azione letale in acqua. Per quanto riguarda i componenti, usiamo componenti di alta gamma. Tutti i nostri ami sono Trophy-class ed escono dalla confezione già estremamente affilati.

Armatura tandem già dimensionata e realizzata con ami fluorocarbon e in alluminio.

4 - Quali sono i piccoli segreti che andrebbero utilizzati per pescare bene con i vostri artificiali?

Poichè le esche molli sono famose per la loro azione mortale, l'azione stessa proviene dalle mani del pescatore. In poche parole, se si dovesse lanciare e recuperare la vostra esca morbida dritta, questa si muoverà molto poco.
Le esche Hogy tendono ad essere grandi e sono in plastica molto morbida, per questo risponderanno a quasi ogni movimento dato con la punta della vostra canna.
Ci sono una serie di trucchi da provare:

1. Impartire una serie di brevi e veloci strappi con la canna, tenendo la punta bassa e verso l'acqua.

2. Più grande è l'esca, più velocemente si deve pescare con la stessa. Non si deve dare al pesce troppo tempo per pensare se attaccare.

3. Non abbiate paura di pescare con artificiali più grandi di quanto si farebbe normalmente.Gli artificiali più grandi forniscono un obiettivo più grande per i pesci. Riuscirete a richiamare il pesce da una distanza maggiore, quindi a ogni lancio sarete più efficaci su più acqua. Si potranno anche catturare meno pesci, ma saranno più grandi.

4. Tenere la punta della canna verso il basso quando si ferra. In questo modo è possibile imprimere maggior forza nella ferrata. Ricordarsi che l'amo deve penetrare sia la gomma e il pesce.

Fasi di rigging di un Hogy dedicato ai tonni.

5 - Che cosa le persone sbagliano quando usano gli artificiali Hogy per la prima volta, e come possono correggere questi errori?

L'errore più grande che vedo sul mio charter è che le persone recuperano le esce troppo lentamente e con la punta della canna troppo alta.
Io dico sempre: "mantenere la punta sotto la fibbia della cintura e tenere l'artificiale in movimento" le esche morbide hanno un aspetto migliore quando pescate veloci.
Low rod tip for fishing soft baits
Technique Casting Fast and Furious

6 - Puoi raccontarci quali sono le pesche che preferisci fare con i tuoi artificiali?

Da quando ho iniziato con Hogy, ho avuto la fortuna di pescare in tutta la costa orientale degli Stati Uniti. E' molto difficile per me dire quale pesca ho apprezzato di più. Posso restringere il campo a due tipi ?

1. Lo spinning al tonno rosso è uno spasso. Ogni primavera arrivano nelle nostre acque e possono essere più di 300 libbre. Sono facili da vedere ma difficili da catturare e sono molto appassionati di artificiali morbidi. E'una bella pesca, perché hai solo bisogno di andare a pochi chilometri dal porto. Tirano duro, è come portare un incudine!
Di seguito un video da un servizio fotografico con il capitano Terry Nugent di riptidecharters.com. Fa sembrare il trovare i pesci facile!
Casting Hogy DW to Bluefin Tuna

2. L'altra pesca che preferisco è la pesca del tarpon nelle flats a Key West. Ogni maggio, pesco con la miglior guida di tarpon, Aaron Snell.
I tarpon amano tantissimo gli Hogys Big animati lentamente sulle flat. Saltiamo decine di pesci ogni volta. E' mozzafiato vedere un grosso tarpon venire e aspirare una delle mie esche, proprio ai miei piedi. Se ne avete la possibilità la possibilità, dovete provarlo.
Tarpon Fishing in Key West with Hogy Lures

Michael Hogan

Luca & NewSchoolFishing Crew

giovedì 19 maggio 2011

Sudan fishing part 2

In questo viaggio esplorativo, sono riuscito a pescare e a immergermi praticamente ovunque nell'arcipelago delle Suakin, anche molto a sud e in zone dove nemmeno la subacquea è praticata.
Ho pescato prevalentemente a popping vista la maggiore facilità di individuare gli spot, ma anche il poco jigging praticato ha regalato catture assolutamente costanti seppur di taglia non enorme, che d'altronde non arrivano pescando 3 ore con un solo jig in acqua.


Il popping invece come già accennato ha regalato belle emozioni, anche da riva. Ho pescato senza andare per il sottile, con treccia da 120 lb e finale da 300, che su questi reef risulta indispensabile vista l'esuberanza delle formazioni coralline che taglierebbero come burro un finale più sottile.
Un'aspetto interessante, è come i pesci che nuotano in acque vergini come qeste, attacchino con una frequenza estremente alta sul popper rispetto che sullo stickbait.
Insomma,un viaggio in cui le frivolezze sono state bandite, solo pesca pesante, popper grossi e rumorosi e sessioni brevi ma intense.
Come anticipato, la taglia media dei Gt è più che rispettabile, decisamente più alta rispetto alle maldive (giusto per fare un raffronto), e se in questo viaggio è mancato il big con la B, è solo perchè la pressione di pesca non è stata sufficiente, anche se imbarcare tre pesci da una ventina di kg , uno che sfiora i 25 più un paio di slamate importanti non è proprio male.


In primavera poi, in tutto il mar rosso i pesci del reef sono in riproduzione, tanto che in immersione è possibile vedere enormi 'palle' di snapper, e proprio questa frenesia produce un elevatissimo numero di inseguimenti e attacchi da parte di coral trout, cernie e snapper, il che distende i nervi e permette di scattare qualche bella foto con pesci piuttosto fotogenici.
Un'altra grossa e interessante possibilità in Sudan, sono i grossi squali a popper, in particolare grigi, black tip, longimanus e qualche mako, che bazzicando nelle acque basse sui plateu, e attaccano senza troppi scrupoli, a patto di trovare le giuste condizioni di corrente.


A jigging,le potenzialità sono veramente ottime, e se qualcuno obbietterà che ho jiggato poco, risponderò che mi sono immerso molto, anche a profondità importanti e in luoghi stupendi. In soldoni, nelle acque profonde si trovano sparuti dogtooth tuna solitari ma belli grossi, insieme ad altri squali, in particolare martello.
Forse in pochi lo sanno, ma il Sudan è praticamente l'unico posto in mar rosso in cui si possono trovare drop off verticali da panico, quindi il gioco è lo stesso sia per i diver che per i fisherman, ovvero trovare il lato del reef sferzato dalla corrente e immergere se stessi o il proprio jig.


Anche la pesca in wading dai reef offre possibilità davvero gustose, con la possibilità di incannare pesci notevoli, anche se il numero di catture sarà decisamente inferiore che dalla barca. Tutti i reef, anche dove non ci sono isole, sono molto bassi, e quindi facilmente guadabili, oltre ad essere composti praticamente da roccia e non da formazioni coralline vive, il che rende davvero ghiotto il popping pesante coi piedi per terra.
Personalmente in qualche ora di pesca in wading ho catturato due grossi barracuda, un squalo da una quindicina di kg, due red snapper e un inseguimento di Gt fin sotto i piedi, però devo specificare che queste battute, per me sono state un ripiego al pisolo in barca, e quindi non organizzate con l'intento del risultato.


Se dovessi paragonare il Sudan a qualcosa di più blasonato, sceglierei l'Australia, infatti la conformazione del mare è incredibile, pochissimi reef dove dormire, e una grande quantità di minuscoli anelli corallini e pinnacoli quasi affioranti, sparsi in mezzo al mare, con batimetriche che passano da 0 a 400 metri, in pratica delle colonne, dove i pesci hanno visto a malapena qualche sub, e dove la pressione di pesca è ancora incredibilmente inesistente. La fortuna del Sudan ?


Dall'Europa non esistono voli diretti e il visto per Port Sudan è decisamente caro, insomma un paese che non punta sul turismo, e che della globalizzazione se ne fa un baffo, ma come tutti gli ultimi posti vergini quanto durerà? In questi casi piuttosto che trovare una risposta, è meglio cercare di partire e viversi un viaggio che rimarrà nella memoria.


Infine un doveroso ringraziamento a Gianpaolo Antoni, artigiano fondatore del marchio GPA lures, che per la creazione di una innovativa linea di popper per il tropico, mi ha scelto come tester dei nuovi modelli, che si sono dimostrati all'altezza della situazione.

Ciao da Nicola e newschoolfishing

info sudan

-periodo consigliato:da ottobre a metà novembre e da marzo a giugno

-programma di viaggio:partenza il sabato da Milano o Roma,arrivo in serata a Port Sudan e pernottamento in porto a bordo della mother boat.Domenica mattina partenza per 6 giorni di pesca completi per rientrare in porto il venerdì sera.Partenza il sabato pomeriggio da Port Sudan per il Cairo,dove si passa la notte per ripartire il giorno successivo.

-Barca madre e fishing boat:l’elegante è un caicco di 25 m….Per la pesca siamo dotati di due comode lance da 7 metri e di una barca veloce da 10 metri dotata di due motori fuori bordo per raggiungere i reef più remoti.

-tecniche e attrezzatura consigliata:le tecniche principali e più redditizie in queste acque sono il popping e il jigging,ma è possibile pescare anche a traina e a baiting.
Per quel che riguarda l’attrezzatura da popping,è consigliata una canna che lanci 180 gr e regga 10 kg di frizione,con un filo da 80-90 lb,e un finale in nylon da 170-200 lb vista la morfologia della barriera corallina.
A jigging consigliamo una canna potente montata con un 80 lb e un 150 lb di terminale,e jig da 180 a 300 gr,montati con ami di buone dimensioni.

-descrizione della pesca:si pesca dalle comode barche in fibra di vetro,in due pescatori per barca.La giornata si svolgerà andando di reef in reef,in modo da cambiare spesso zone di pesca,e pescare sempre le aree più produttive.

-specie insidiabili:a popping il target principale è come sempre il Gt,ma sono presenti in ottima quantità cernie,red snapper,coral trout e great barracuda di ottima taglia.In alcuni spot con le giuste condizioni di corrente,le possibilità di avere attacchi di squalo a galla sono ottime,in particolare grigi,black tip e grossi longimanus,oltre ai dogtooth tuna.E’ presente anche una buona popolazione di pesci napoleone,decisamente più lunatici.
A jigging si pesca per i dogtooth tuna,presenti in buona quantità con taglie anche molto interessanti,ma vista l’abbondanza di squali,sarà quasi una certezza l’incontro con questo predatore.Particolarmente interessante è la massiccia presenza di squali martello,che rende concreta la possibilità di catture a jigging.Inoltre sono presenti tutte le specie da barriera tipiche del mar rosso.

mercoledì 18 maggio 2011

Sudan fishing part 1

Era qualche anno ormai che avevo addocchiato il Sudan come un potenziale hot spot, tutto era rimasto lì, nell'anticamera del cervello e ad altre 20 destinazioni. Ma a volte la vita prende una direzione imprevista, e così, dopo aver conosciuto il proprietario di una barca da diving, che guarda caso lavora in Sudan, decidiamo di organizzare un viaggetto esplorativo di tre settimane, in modo da poter testare le potenzialità del posto per il popping e il jigging.
Le premesse non sono male, si parla di enormi branchi di squali martello, tanti altri squali di ogni genere, Gt, doggy grossi come squali, praterie di cernie, barracuda e pesci napoleone.

Basta uno sguardo per capire le potenzialità di un posto del genere...

Stiamo parlando del mar rosso, un mare vicinissimo a casa nostra, sicuramente inflazionato nel nostro ideale a causa del turismo di massa e del declino delle acque egiziane. Ma in Sudan è tutto diverso, non ci sono hotel, solo una manciata di barche diving che si spostano tra alcuni dei reef più belli del mondo, pochissimi turisti tutti subacquei e acque ancora incredibilmante vergini, a parte qualche improvvisato trainista da rapala magnum.

Chiedo al marinaio di fermarsi un secondo perchè so che su quest'angolo il Gt arriverà,e subito SBAAM...

Visitare un altro posto completamente sconosciuto al popping e al jigging mi elettrizza, l'idea di dover capire, cercare e adattarmi, senza che qualcuno mi dia la pappa pronta, per me rappresenta l'apice del viaggio di pesca e, dell'appagamento personale.
Insomma, il viaggio parte sotto i migliori auspici, e appena arrivato ,durante la prima pausa di navigazione, in una laguna incanno tre Gt tutti sopra i 20 kg, che senza motivo si slamano lasciandomi incredulo, e siamo nel reef più frequentato del Sudan, evidentemente nessuno ci pesca, come nel resto dei reef che ho visitato in seguito, troppo lontani e inospitali per dei pescatori costieri, e quindi ancora selvaggi al 100 %.

Mentre qualcuno si immerge,dedico mezz'ora al popping.

Parlando di pesca, ho avuto la fortuna di provare una bella quantità spot e anche di fare una bella dose di immersioni, che mi hanno fatto capire realmente la ricchezza di queste acque. Il Sudan, presenta reef e isole con morfologie radicalmente diverse tra loro a seconda della zona che si sceglie come base, il che influenzerà anche il modo di cercare i pesci in funzione della corrente.

Uno dei tanti Marbeled grouper.

Proprio in presenza di corrente, che in mar rosso varia apparentemente senza regole, l'attività dei predatori diverrà frenetica, e vista l'abbondanza di plateu e drop off , sarà possibile trovare i pesci concentrati in punti definiti.

Il big della settimana,ma si può fare mooooolto meglio...

Questi spot, sono spesso punti diving, sui quali oltre ad aver fatto qualche lancio, mi sono anche immerso, potendo osservare sui plateu e in prossimità del reef branchi di Gt, grossi barracuda, doggy quasi in superficie, parecchi squali grigi e sparuti squali martello, mentre nelle immersioni profonde ho appurato la presenza di doggy che da soli valgono la vacanza, ed enormi branchi di martelli.

Gt preso in 70 cm d'acqua.

Pescando a popping, la taglia media dei Gt è decisamente interessante, con pesi medi tra i 13 e i 20 kg, oltre a una incredibile quantità di attacchi da parte di cernie, snapper e coral trout, il che rende il posto ideale anche a chi si vuole avvicinare alla pesca tropicale, dato che una alta quantità di attacchi, permette di mettere a punto le tecniche di ferrata, combattimento e nervi saldi.

La pesca da riva offre possilità splendide.

Oltre a queste catture canoniche, nelle giuste condizioni, gli attacchi da parte di squali anche grossi a galla sono una realtà, tanto che in due brevissime sessioni crepuscolari in un paio di hot spot ho alzato 2 grossi grigi che però non sono rimasti attaccati, mentre in una zona di bassofondale sono riuscito ad avere un black tip di una quindicina di kg pescando in wading dal reef, di cui purtroppo non ho foto in quanto mi trovavo solo e in mezzo ai frangenti, che rimarrà comunque nella mia memoria come una delle catture più sognate e conquistate della mia carriera.

.... CONTINUA

domenica 10 aprile 2011

Svezia...The Baltic sea

Una distesa di canneti interrotta da casette che sembrano uscite da una favola, un alternarsi di erbai e rocce... questo è il mar baltico.
Un mare dove la salinità nei pressi delle sponde è bassa e permette l' esistenza di una miriade di forme di vita animali e vegetali presenti anche nei nostri laghi ... Tra queste il predatore per eccellenza, il northerner Pike.

La casa dei sogni per un pescatore... pontile, barca, cosa si può volere di più.

In queste acque salmastre il luccio non è pigro come quello nostrano, qui si nutre prevalentemente di aringhe e la grande quantita di grasso presente in esse rende il pesce molto piu vitale e reattivo, infatti nonostante io non sia un grande esperto di questa tecnica ho impiegato davvero poco tempo ad entrare in pesca .

Bel luccio da 105 cm

Qui sul baltico si usano prevalentemente grossi jerk, non abbiate cura della velocità di recupero, come dicevo i pesci sono davvero aggressivi, la leggera salinità dell' acqua li porta ad essere più simili ai pinnuti marini, non serve martellare in un solo punto, nel baltico si drifta con il vento, battendo tutti quegli anfratti che si formano nei canneti, negli erbai oppure tra le rocce che affiorano.
Io personalmente non credo nei colori delle esche, penso sia molto più importante cambiare il jerk in base alla profondità e con il variare dello scenario di pesca e quindi altezza e conformazione degli erbai è necessario effettuare i primi lanci al meglio, senza raccogliere con le ancorette tutte quelle foglie che infastidiscono il recupero e il movimento.

Un altro esemplare bello vitale.

Altra tecnica molto efficace soprattutto per i grossi lucci, è la pesca sulle secche. Il Baltico essendo un mare presenta delle vere e proprie selle qua e la, intercettabili solo con un ecoscandaglio, che passano da una ventina di metri ad eppena cinque o sei. Per questa pesca nel baltico è necessario munirsi di potenti canne da 8 oz e di grossi bull daw o shad di gomma da recuperare lenti vicino al fondale. Sicuramente è una tecnica più lenta che richiede molta più costanza, più lanci nella stessa area e quindi a mio parere più noiosa, ma poi...

Questo bel 95 cm ha attaccato il mio bull-daw rosa proprio su una secca che passava dai 20 agli 8m.

In ogni caso se decidete di andare in questo eldorado della pesca al luccio dimenticatevi della fama di pesce pigro e debole che in molte parti del mondo gli viene associato, in svezia è tutt' altra cosa e spesso durante l' attacco non lo riconoscerete.


Un saluto da Federico Castignoli e NSF